Architetture Olfattive

Come sedurre i tuoi clienti in show-room con l’architettura olfattiva

C’e’ chi parla di manipolazione, a significare un uso malizioso, intenzionale e premeditato di strumenti sensoriali come i profumi, i suoni, gli odori, i sapori, in funzione dei freddi obbiettivi commerciali.

Ma non c’ e’ dubbio, il mercato contemporaneo e tutta la nostra società   Interagiscono intensamente con questi strumenti. Oggi lo fanno in modo sofisticato e più innovativo, ma già diversi decenni fa negli Stati Uniti, supermercati, centri commerciali e centri di bricolage ne facevano un uso disinvolto e seduttivo.

Allora si ricorreva semplicemente a totem aroma diffusori, strategicamente collocati per essere attivati dal passaggio degli stessi clienti. E così respiravamo profumo di mare nel settore pesci, forte odore di legna nel settore fai-da-te, aroma irresistibile di vaniglia e cannella in area dolciumi, e così via.

Ma aromi, suoni, odori, musica, profumi, rumori, sapori, hanno fatto molta strada da allora ai giorni nostri.

Ne hanno fatta talmente tanta che ora non parliamo più di profumi ma  di vere e proprie Architetture Olfattive, non più di musica, ma di vere e proprie Architetture Sonore, non più di colori, ma di vere e proprie Architetture Cromatiche, non più di sapori o di effetti tattili, ma di vere e proprie Architetture Sensoriali.

D’accordo, da sempre, aromi, odori, suoni, sapori,hanno avuto un ruolo come influenzatori d’acquisto, ma oggi si parla di Logoprofumo, di Soundlogo, di Soundbranding, di Visualogo, di Colorlogo e più in generale, di una nuova Brand Comunication tutta sensoriale.

E’, evidentemente, una rivoluzione del mercato, del retail, ma è anche una rivoluzione delle parole, del lessico.

Profumi, odori, fragranze, vengono utilizzati in modo molto competente e consapevole come strumenti identitari di uno spazio, di un negozio, di un’ azienda, di un prodotto.

Un suono, una musica, anche solo di rumore, diventano la voce quel negozio, di quell’azienda.

Diventano identità acustica e distintiva. Con aromi e suoni oggi si conferisce unicità e personalizzazione a qualsiasi spazio, a uno store come a un museo, a una sala cinematografica come alla sala d’attesa di un aeroporto, alla hall di un hotel come a un quartiere fieristico, a una clinica, a una libreria come a un bar.

Le chiamiamo architetture per sottolineare quanta professionalità, quanto tecnicismo e quanto know how esse sottointendano.

Sono vere e proprie architetture, perché sono in realtà autentici attrezzi di marketing.

Strumenti cruciali perché utilizzabili in due diverse direzioni. Da un lato, come detto, diventano Fattori Idenditari di uno spazio o un qualsiasi cosa. Dall’altro, diventano efficaci influenzatori al comportamento di un cliente, un consumatore, un visitatore, un turista, un interlocutore.

Influenzatori all’ acquisto di un prodotto, alla scelta di un servizio, ma anche influenzatori alla deambulazione di quel cliente, consumatore in uno spazio di vendita, di promozione, di accoglienza.

Influenzatori sulla loro modalità di interazione con la merce con l’esposizione.

C’e’ poi un terzo livello di azione che questi nuovi strumenti di marketing sensoriale coprono: intervengono su un prodotto o anche su un semplice materiale e lo trasformano in un esito diverso è superiore, conferendo uno straordinario valore di unicità, di emozionalita’, di coinvolgimento.

Buon lavoro e Buon Design !

Commenti

Inizia a scrivere e premi Invio per cercare