Come realizzare il giardino perfetto

IRRIGAZIONE PRATO NATURALE – CONSIGLI DI MANUTENZIONE
Per il prodotto 2b che, una volta applicato, intasato, spazzolato e seminato, dovrà essere trattato come un prato naturale.
Quella che segue è la Guida Completa all’irrigazione del Prato, un pratico e sintetico documento dove troverai tutte le informazioni per irrigare senza errori.

INTRODUZIONE
Irrigare male un prato fa più danni che irrigarlo poco, ma prima di addentrarci nel capire quanto, quando e come si irriga bene il prato è necessario capire a cosa serve l’acqua nella vita delle piante ed in particolare nell’erba.

A COSA SERVE L’ACQUA?
L’acqua assorbita dalle radici del prato viene utilizzata per 3 scopi:
1. Produrre energia (acqua + anidride carbonica + luce solare = glucosio)
2. Raffreddare i tessuti (traspirazione)
3. Far circolare gli elementi nutritivi (linfa)
La quantità di acqua che dobbiamo dare al terreno del prato è pari alla somma di queste 3 variabili a cui bisogna aggiungere altri elementi legati al terreno e al clima:
 Evaporazione dell’acqua dal suolo per effetto del calore
 Capacità del terreno di trattenere acqua(microporosità)
 Ventosità della zona geografica

POCA ACQUA / TROPPA ACQUA
Quando un prato riceve poca acqua per prima cosa inizia a cercarla allungando le radici e poi limita la traspirazione, chiudendo i pori (stomi) e di conseguenza producendo meno energia.

In altre parole rallenta la sua crescita. Se l’acqua continua a mancare la struttura vegetale entra in appassimento e decolora, che sono un’altra forma di protezione. Se la situazione persiste l’erba poi muore.
Il surriscaldamento dovuto all’elevata temperature estiva crea un forte stress che andrebbe compensato con una serie di trattamenti di stimolazione e depurazione delle strutture vegetali. È utile in questo caso eseguire 1 trattamento al mese usando prodotti liquidi a base di idrolizzati proteici e acidi umici.
Se la mancanza di acqua è un problema anche l’eccesso non è da meno. La presenza eccessiva di acqua crea un’asfissia radicale che è fonte di stress e di indebolimento. Ad esempio, quando vi sono lunghi periodi piovosi è necessario intervenire con bucature e agenti umettanti per facilitare il drenaggio.

IRRIGARE MALE
Per certi aspetti irrigare male è peggio che irrigare poco. L’irrigazione corretta deve essere abbondante e non particolarmente frequente.
Al contrario, quando il prato viene irrigato troppo spesso e poco nascono due problemi
1. Aumento rischio malattie fungine
2. Ridotto sviluppo radicale

PASSIAMO ALLA PRATICA
Le indicazioni pratiche che daremo nei prossimi paragrafi sono riferite ad una stagione estiva (giugno, luglio e agosto) di un prato di tipo residenziale, composto da un normale miscuglio a base di festuca arundinacea,
tenuto a circa 5 cm di altezza.
Tutte le indicazioni valgono per un terreno esposto al sole di composizione bilanciata sabbia-argilla in un zona non eccessivamente ventosa.

QUANTA ACQUA DARE
Il consumo medio d’acqua giornaliero di un prato di descritto qui sopra è di circa 5 litri al metro quadrato.
Tradotto settimanalmente significa che bisogna fornire almeno 35 litri di acqua al mq.

È buona regola suddividere questa quantità in due o tre irrigazioni settimanali. Sull’importanza delle pause ci arriveremo tra un attimo.
Vediamo ora qualche variabile che modifica questi quantitativi:
 Nelle stagioni di primavera e inizio autunno l’evapotraspirazione si riduce notevolmente (es: aprile necessità di circa il 50% di acqua in meno rispetto a giugno)
 In presenza di terreni sabbiosi è necessario aumentare l’irrigazione fino al 30% inpiù
 In presenza di climi secchi (umidità <40%) è necessario aumentare l’irrigazione fino al 30% inpiù
 In presenza di zone ventose è necessario aumentare l’irrigazione fino al 30% in più

OGNI QUANTI GIORNI IRRIGARE
Come detto poco fa, è consigliabile irrigare in maniera abbondante e infrequente, facendo asciugare molto bene il terreno tra i turni di irrigazione. Nella pratica si suggerisce di fare pause da 2 fino a 5 giorni.

In presenza di periodi prolungati di caldo estremo, soprattutto su terreni sabbiosi o in presenza di costante vento, faremo pause più brevi viceversa, in presenza di un terreno abbastanza argilloso potremmo
eseguire anche solo 2 irrigazioni settimanali.
La cosa importante da tenere a mente è che il totale di acqua settimanale deve rimanere di circa 35 litri al mq. Quindi se abbiamo deciso di fare 2 irrigazioni settimanali, ad ogni turno daremo 17.5 litri al mq (35/2), se
ne faremo 3 daremo 11.6 litri al mq (35/3), e via dicendo.

IL CALCOLO DEI MINUTI (per i professionisti)
Si suggerisce di calcolare il tempo di irrigazione per via sperimentale basandosi su alcuni rilievi facili da realizzare. Vediamo come fare e ipotizziamo di voler eseguire due irrigazioni settimanali di circa 17.5 litri di acqua al mq.
Quello che ci serve per effettuare il test sono alcuni pluviometri di misurazione tipo.
In alternativa possiamo usare dei contenitori trasparenti, la dimensione non importa, possono anche essere diversi di forma e dimensione l’uno dall’altro, l’unica cosa importante è che devono avere le pareti diritte, perpendicolari al fondo.

Andremo a posizionare i pluviometri in diversi punti del prato. Vicino e lontano dagli irrigatori. Più ne mettiamo più capiremo se l’impianto è bilanciato bene.
Procederemo ora ad attivare l’irrigazione facendola funzionare per 30 minuti.
Allo stop controlleremo il livello di acqua raggiunto nei pluviometri: ogni tacca rappresenta 1 litro di acqua al mq.
Ipotizziamo ora di aver misurato 9 tacche, questo significa che in 30 minuti abbiamo dato 9 litri d’acqua al metro quadrato.

Quindi, con una semplice proporzione, sarà possibile calcolare i minuti necessari per dare 17.5 litri al metro quadrato:

30 min:9 mm = X: 17. 5mm
X = (30 x 17.5) / 9 = 58 .3 minuti

Ecco fatto! Per dare 17.5 litri al metro quadrato dovremmo fare andare per poco più di 58 minuti il nostro
impianto di irrigazione.

A CHE ORA IRRIGARE
L’errore più frequente è irrigare alla sera. Mai e poi mai irrigare la sera! Se irrighi la sera il rischio che il tuo prato si ammali raddoppia. Il prato andrebbe sempre irrigato solo all’alba.

PROBLEMI COMUNI
L’irrigazione diventa spesso un problema in due situazioni:
1. Quando il terreno o alcune zone di esso sono leggermente idrofobiche (non assorbono bene l’acqua)
2. Quando si usa acqua di acquedotto (con cloro)

Nel primo caso te ne accorgi perché, pur irrigando, il prato appassisce ed ingiallisce. In questo caso ti consigliamo di fare 2-3 trattamenti localizzati usando agenti umettanti.

Gli agenti umettanti sono 100% naturali ed eliminano o attenuano l’idrofobia del terreno.

Vanno conferiti attraverso una normale pompa irroratrice e poi bisogna procedere all’irrigazione. Già dopo 2 applicazioni, a distanza di 10 giorni, sono in grado di rendere il terreno più permeabile e l’irrigazione più efficiente.
Il secondo problema, quello legato alle acque con troppo cloro, lo risolvi aiutando il prato a eliminare gli eccessi di calcare oppure a equilibrare un errato pH dell’acqua.
Per far questo consigliamo di eseguire periodicamente, ogni 4-5 settimane, un trattamento a base di acidi umici e idrolizzati proteici. Bastano 100 ml di un buon prodotto, diluiti in 10 litri d’acqua per 100 mq, da dare sempre con pompa a spalla, ma questa volta su foglia asciutta e senza accendere poi l’irrigazione.

Augurandoci di essere stati utili nella raccolta delle informazioni riportate al fine di ottenere un prato sempre in eccellenti condizioni di salute e bello da vedere!

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