La prima casa che ho visto

Minimalismo nel cuore di Firenze.

È la prima casa che ho visto, quella di cui mi sono innamorata.
Una mansarda dalla metratura minima, ma tanto carattere da scoprire.
Eliminando le vecchie partizioni, sostituite da longarine lasciate a vista, ho ottenuto un ambiente open senza dispersioni, che si impernia e dispiega attorno alla parete centrale rotonda evidenziata da un deciso blu balena. Le sfumature dei colori freddi vestono le pareti; le travi a vista tipicamente toscane sono state sabbiate per riscoprire le venature del legno, e poi cerate di bianco; il vecchio parquet è stato resinato in grigio chiaro, aumentando al massimo la luce, e poi movimentato con inserti di acciaio, memoria delle vecchie soglie. Medesimi i criteri guida nell’arredamento: modernariato mixato con oggetti di design minimal, in un continuo gioco di riflessi, cromature, rimandi tra vecchio e nuovo. Ecco il frigo Bosch e lo sportello di un vecchio bar in cucina, recuperati da sgomberi di vecchi cantieri; le poltroncine Tulip, il divano letto “Anfibio” Giovannetti: pezzo di storia del design italiano, scovato in un magazzino ad Arezzo.
Un piccolo soppalco sfrutta l’altezza al colmo del tetto: salendo, si approda ad un nido ovattato e intimo che protegge la privacy della notte, e racchiude la sorpresa di un lucernario con vista sui tetti del centro storico e il Duomo di Firenze.

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Facebook Alessandra Testori

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