La vera rivoluzione arriverà con l’ascesa della Generazione Z
Come sottolineato da Ken Hughes, leading consumer & shopper behaviouralist, author e CX strategist, la vera rivoluzione deve ancora arrivare e lo farà a breve, quando la Generazione Z (o Centennial, i nati tra il 1995 e il 2010 circa) diventerà il più grande gruppo di consumatori al mondo e farà sentire la sua presenza. Prospettiva che, a suo avviso, rende il futuro delle imprese eccitante e spaventoso allo stesso tempo. E richiede di cambiare il modus operandi, mettendo questo “nuovo” consumatore al centro. Il tutto, senza dimenticare che per creare una relazione serve la condivisione di emozioni, che la tecnologia può veicolare ma non creare di per sé stessa.

SETTE POSSIBILI “SCENARI Z”
Tra problemi attuali e altri possibili, ecco cosa distingue le generazioni precedenti dai ventenni di oggi, secondo l’esperto statunitense Tim Elmore.

Più risparmi
Mentre i “millennials” spendono, “il 57% della generazione “Z” preferisce risparmiare” dice Elmore. Non è un buon segnale futuro per l’economia reale.

Più online
Non passano ore nei supermercati ma «scelgono gli acquisti su internet per quasi tutte le loro necessità» afferma. La moria di negozi
in città forse non finirà.

Più incertezza
I ventenni «sono cresciuti in tempi di recessione, terrorismo, violenza, volatilità e complessità» dice Elmore. L’incertezza crea ansie, ma anche ingegno.

Più privacy
Gli Z «non vogliono essere geo-localizzati e scelgono Snapchat, Secret o Whisper per comunicare». Va bene, purché si parlino anche a quattr’occhi.

Più disattenti
«Hanno una capacità di attenzione di 8 secondi, l’11% circa soffre di disturbo da deficit di attenzione/iperattività» scrive Elmore. Insegnanti e datori di lavoro avvisati.

Più immagini
Finita l’era dei messaggini: «La generazione Z preferisce comunicare con immagini, icone e simboli» dice Elmore.

Più consapevoli
Se ai «millennials» «importavano lo status e i like» sui social media, ai ventenni di oggi preoccupano «l’economia e l’ecologia mondiale». Forse saranno loro a migliorare questo mondo…

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